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Carissimi Citizens!
Nella fase di progettazione e sviluppo di iCittà abbiamo analizzato i due fronti che compongono il mercato (i commercianti, i nostri Business Citizens, e i consumatori, i nostri Citizens), per comprendere se la nostra idea possa funzionare in questo precisoperiodo storico; abbiamo notato qualcosa di interessante sia in chiave presente che in ottica futura e abbiamo pensato di comunicarvelo in modo che anche voi possiate crearvi un vostro pensiero sull’argomento e capire perché oggi, soprattutto in Italia, c’è assolutamente bisogno di un servizio come quello che offre iCittà.
Il XXI secolo, fino ad ora, non ha riservato grandi gioie all’economia globale; la “Grande Recessione” nel 2008 e la conseguente “Crisi del Debito” nel 2011 hanno messo a dura prova in modo particolare i livelli più alti dell’imprenditoria. Proprio nel momento in cui sembrava stesse iniziando una sorta di ricrescita economica, ecco che ad inizio 2020 sul mondo si abbatte la bufera Coronavirus, che è andata a colpire soprattutto il cosiddetto “Retail Commerce”: il Commercio al Dettaglio. Per i piccoli-medi imprenditori è un periodo di assoluta turbolenza, difficoltà e confusione nella gestione della propria attività, e per questo motivo è fondamentale per loro pensare subito alla ripartenza, così da muoversi in anticipo rispetto ai futuri comportamenti d’acquisto dei consumatori.
La nostra analisi si appoggia ad uno studio molto recente (https://bit.ly/3kx7GHN), pubblicato a Settembre 2020, di Pablo Pérez e Georgie Altman, rispettivamente
Responsabile di Market Insights di Google in Spagna e Portogallo, e Strategic Insights Manager di Google nel Regno Unito; questo studio si basa su una grande quantità di dati raccolta da Google stessa e visualizzata con i modelli di Euromonitor, fattori che ne certificano la grande attendibilità. Abbiamo riassunto in 3 punti i concetti principali messi in evidenza da Pérez e Altman:

1. Anche se la crisi ha accelerato l’adozione del digitale e le vendite online sono in crescita, si prevede che nel 2024 la maggior parte degli acquisti verrà ancora
realizzata offIine;

2. I rivenditori con una forte offerta digitale incrementeranno le vendite nei prossimi cinque anni, anche se i clienti sceglieranno di acquistare in negozio.

3. Sono state individuate tre tendenze chiave sul comportamento dei consumatori, che possono aiutare le piccole imprese ad elaborare una strategia di marketing con risultati a lungo termine. Le spieghiamo di seguito. Per mettervi a disposizione anche qualche dato numerico, vi basti pensare che se nel 2019 l’importo speso dai consumatori sui canali online rispetto in negozio è del 14% contro l’86%, nel 2024 sarà del 22% contro il 78%: non una differenza così grande.
Quale sarà quindi la vera differenza tra il Commercio al Dettaglio di oggi e quello del 2024?
La vera differenza coincide con il vantaggio competitivo usato dai commercianti più attivi e “sul pezzo” (sì, proprio i nostri Business Citizens) già oggi, per arrivare in anticipo sulla concorrenza domani.
Il punto focale, secondo lo studio, è come e quanto il commerciante riesce ad essere presente online in modo da offrire agli acquirenti un’esperienza di vendita al dettaglio integrata e fluida tra online e offIine: i clienti continueranno comunque a scegliere l’acquisto in negozio come prioritario, tuttavia preferendo le attività che sono riuscite a digitalizzarsi; in alcuni paesi europei si prospetta addirittura un raddoppio delle spese da parte dei consumatori nei Retailer che dispongono anche di un’offerta digitale. In relazione a tutto questo, lo studio evidenzia le tre tendenze chiave sul comportamento dei consumatori, di cui abbiamo già accennato prima:

1. I consumatori faranno acquisti sia online che, in prevalenza, in negozio; per questo
motivo i formati di vendita multi-canale e marketplace saranno alla base dell’86%
della crescita del commercio al dettaglio nei prossimi cinque anni;

2. I consumatori si aspettano un’esperienza d’acquisto più integrata, omogenea e fluida,
che permetta loro di visionare e valutare la stessa offerta di prodotti sia online che
offline;

3. I consumatori si aspettano anche di disporre di maggiori informazioni, suggerimenti e personalizzazione sui prodotti che stanno acquistando; per questo motivo la qualità del canale di distribuzione, soprattutto online, deve essere massima.
E cosa succederà in Italia?
Dallo studio emerge che l’Italia, tra tutti i paesi europei, sarà quella che otterrà la crescita minore in percentuale nel settore Retail entro cinque anni; questo perché il nostro è ancora un paese digitalmente immaturo, che deve ancora fare quel passo tecnologico che Stati Uniti in primis, ma anche Regno Unito e Francia, hanno già fatto. Il grosso problema dell’Italia di oggi è la mancanza di strumenti a disposizione dei commercianti per consentire loro di effettuare la fantomatica digitalizzazione delle proprie attività.

Proprio a questo punto entra in gioco iCittà!
iCittà potrebbe essere la soluzione per portare il Retail italiano alla crescita standard europea prevista entro cinque anni. La nostra applicazione mette a disposizione del commerciante tutti i servizi e le tecnologie necessarie per attuare il processo di digitalizzazione, a partire dai coupon, i prodotti in offerta, le vetrine e l’utilizzo dei codici QR. Il servizio di geolocalizzazione, di notifiche push e l’integrazione con la cronaca locale permettono al commerciante che entra nella nostra grande città virtuale di approdare online in modo rapido ed intuitivo e di offrire ai consumatori un’esperienza d’acquisto personalizzata, integrata e omogenea, in linea con le tendenze messe in evidenza dallo studio di Google.
iCittà è nel presente e nel futuro del Retail, ti fa stare al passo con i tempi e ti permette di anticipare i futuri comportamenti d’acquisto dei tuoi clienti.
Vuoi digitalizzare la tua attività? Contattaci!